La mediazione è un procedimento nel quale due o più persone in conflitto richiedono volontariamente l'aiuto di una terza persona imparziale, che può imporre una soluzione dando via ad un processo cooperativo e di corresponsabilità del conflitto, lavorando positivamente per la costruzione di una soluzione consensuale.
La natura della mediazione come intervento di terzi per aiutare le parti coinvolte nel conflitto, diviene più complessa quando comprende la variante culturale a molti livelli distinti:
Alla luce dia quanto esposto finora, la mediazione interculturale deve essere intesa come uno strumento che permette l'interazione tra migranti e autoctoni, la conoscenza e il riconoscimento reciproco, e attraverso la sua azione incoraggia il rispetto per le differenze culturali che convivono nel medesimo luogo, e a risolvere possibili conflitti potenziando la comunicazione tra individui.
La costituzione di una società multietnica impone l'esigenza di dotarsi di nuove strutture e strumenti adeguati per rispondere alle necessità di tutta la collettività: in tale contesto il mediatore interculturale è certamente uno strumento utile per costruire i legami indispensabili tra culture diverse, per attivare un percorso d'integrazione, principio fondamentale di una società civile, democratica e multirazziale.
Il punto di partenza di questa attività è stato uno studio comparativo tra i tre paesi che hanno partecipato al progetto OLMO, e più esattamente la compilazione da parte di ogni partner europeo di una scheda sulla figura del mediatore interculturale, da cui sono emerse profonde differenze circa il suo riconoscimento istituzionale in Italia, Francia e Spagna.
Nell'incontro di Valencia del maggio 2006 si è convenuto di delineare meglio concettualmente la figura del mediatore interculturale, per arrivare a un nuovo modello professionale omogeneo che sottolinei il ruolo della mediazione nel perfezionamento dei percorsi d'inserimento socio-professionali dei migranti.
Nell'ambito della normativa italiana, la figura del mediatore culturale è citata per la prima volta dalla legge n. 40 del 1998, Testo unico, art. 38. I mediatori vengono riconosciuti come presenza necessaria nella gestione del rapporto fra la società locale e gli immigrati ed è previsto il loro utilizzo "al fine di agevolare i rapporti tra le singole amministrazioni e gli stranieri appartenenti ai diversi gruppi etnici, nazionali, linguistici e religiosi."
C'è una istituzionalizzazione della figura professionale del mediatore interculturale.
La formazione del mediatore si sta delineando in questi ultimi anni, grazie alla formazione di corsi di laurea adeguati e l'inserimento di discipline accademiche, quali la pedagogia interculturale, l'antropologia culturale e etnica, la mediazione. Importante per il mediatore è essere un tecnico competente della comunicazione interculturale, ed oltre ad avere un'ottima conoscenza della lingua italiana, deve conoscere un'altra lingua veicolare. Deve conoscere la legislazione e l'organizzazione dei servizi socio-sanitari, dei servizi del lavoro, delle istituzioni scolastiche ed educative e tutti gli altri servizi presenti sul territorio.
Il progetto Equal- le Radici e le Ali si propone all'interno del tema della mediazione interculturale di sperimentare la figura dell'Agente di Sviluppo dei Migranti. Il concetto nasce da precedenti esperienze progettuali, condivise tra i partner, intorno all'opportunità di formare tra i cittadini e migranti e rom all'interno delle comunità locali, un certo numero di operatori in grado di fungere da "agenti di promozione sociale" al fine di offrire nuova sintesi ai concetti di "mediatore interculturale".
All'interno di un quadro sociale che cambia, è infatti necessario impegnarsi in un ripensamento delle attività di mediazione interculturale aprendo al concetto di "Mediazione Sociale".
La nuova figura dell'Agente di Sviluppo dei Migranti nasce per superare la funzione di figura terza, caratteristica del mediatore interculturale, costruendo e sviluppando, proprio come un agente di sviluppo locale le relazioni tra cittadini al fine di coinvolgere attivamente migranti e rom nei processi di crescita socio-economica e culturale dei territori.
Il progetto si prefigge di implementarne il concetto quale obiettivo trasversale, realizzabile attraverso iniziative di vario tipo tali da favorire l'emersione di cittadini attivi in grado di operare come agenti di promozione sociale in grado di operare nei territori, affiancando, sostenendo e sviluppando nei migranti protagonismo, cittadinanza attiva, associazionismo e al tempo stesso di promuovere diritti, intercultura reciproco riconoscimento e integrazione.
Segreteria: Via Monti di Pietralata 16, 00157 Roma - Tel. 06/416.095.03 - info@leradicieleali.org